InBank: un phishing con accesso incorporato
Per aggirare i sistemi di protezione antiphishing alcune e-mail contengono un regalino sottoforma di allegato; in questo allegato si trova una pagina web salvata in formato MHT (pagina web completa) che contiene la copia esatta della videata di accesso al sistema online della banca.
La differenza rispetto al phishing “tradizionale”, dove bisogna cliccare per andare su un sito fasullo, consiste nel fatto che l’allegato dell’email contiene una pagina web perfettamente funzionante nella quale vi viene richiesto di inserire direttamente utente e password, senza necessità di cliccare su un link, che potrebbe essere intercettato e bloccato dai sistemi di protezione antiphishing.
Inutile dire dove finiranno i dati una volta inseriti….
Nei casi peggiori l’apertura dell’allegato può provocare anche l’esecuzione di un codice malevolo che può installare del malware nel vostro computer.
Ecco il testo di una email di questo tipo:
Da: Phoenix Informatica Bancaria S.p.A
[mailto:assistenza_ib@in-bank-online.net]
Inviato: lunedì 16 novembre 2009 16.01
Oggetto: Comunicazioni dalla Banca dal 16 Novembre 2009
Priorità: Alta
Gentile Cliente,
Un nuovo documento di rendicontazione e a sua disposizione.
Potre consultarlo e salvarlo sul suo PC entro un anno da oggi, visitando
l’area Estratto conto e documentazione dei suoi Servizi via internet.
Per l’assistenza ai Servizi via internet puo contattare il numero verde
800.827.455, gratuito anche da cellulare.
Cordiali saluti.
Servizio Banca di Credito Cooperativo Online
—
Questo e un messaggio automatico.
Per disabilitare il servizio puo utilizzare la funzione Modifica
abilitazioni (Comunicazioni > Estratto conto e documentazione).
Copyright © Banca di Credito Cooperativo S.p.A
L’allegato, una volta aperto, si presenta così:
La pagina web dentro l’allegato è ‘attiva’ nel senso che consente di inserire utente e password (in alto a destra).
L’indirizzo web che si nasconde dietro i campi della pagina è:
http://**pcvirtual.comoj.com**/jsp/Login.jsp.htm#
(gli asterischi per neutralizzare il link)
Quindi, se inserite in queste videate le vostre credenziali di accesso finiranno direttamente in pasto ai phisher!!
Banca Popolare di Verona: “Osservare la Fattura”
Presentiamo qui di seguito uno tentativo di phishing che sfrutta i servizi online della Banca Popoalre di Verona.
Anche in questo caso, come in molti altri che abbiamo raccolto, alcune frasi sono scritte in ‘italiano maccheronico’ come ad esempio: “…e condizione di cliente correnti scattando questo collegamento“; d’ora in poi tutti a “scattare” su internet: pronti attenti via!
Ma la ‘chicca’ più deliziosa di questa e-mail è la frase: Osservare la Fattura; evidentemente, a giudizio dei phisher, le fatture della BPV sono così ben fatte che vale la pena soffermarsi ad osservarle a lungo, o forse le trovano particolarmente strane e curiose al punto che bisogna osservarle con attenzione ![]()
Eppure, a quanto pare, se queste e-mail continunano ad essere inviate, c’è ancora qualcuno che casca nel tranello, nonostante non si faccia altro che parlare di phishing e nonostante che il linguaggio adoperato dai truffatori spesso e volentieri cada nel ridicolo.
Questa e-mail è phishing
Inviato: martedì 27 ottobre 2009 5.09
Oggetto: Fattura online di BPV – SGSP
***Quest’email e stata creata automaticamente. Non rispondere.***
Gentile cliente,La fattura mensile di BPV – SGSP relativa al periodo dal 23 Settembre 2009 al 21 Ottobre 2009 e disponibile online.
Potete rivedere in qualunque momento i vostri particolari della fattura e condizione di cliente correnti scattando questo collegamento:
Osservare la Fattura
Grazie ancora per aver scelto i servizi on-line di BANCA POPOLARE DI VERONA.
I migliori saluti,
Servizio Clienti BPV
Bpol: continua il phishing “Carta di credito bloccata”
Non si fermano i truffatori online che prendono di mira gli utenti “Banco Posta”.
Presentiamo una e-mail di phishing in cui si avverte l’utente che il suo conto online è stato bloccato perché avrebbe “provato a fare un prestito” (italiano maccheronico) di 3000 euro dalla banca online.
I truffatori invitano a collegarsi ad un indirizzo per effettuare lo sblocco (ovviamente fasullo) e chiedono nientemeno di inserire tutte (ma proprio tutte) le informazioni relative alla carta di credito.
A parte il fatto che la carta di credito non ha nulla a che vedere con un eventuale blocco del conto online, stupisce la sfrontatezza con la quale vengono richiesti tutti i dati relativi alla carta: numero, scadenza e addirittura il codice CVV.
Il codice CVV è composto da 3 cifre, generalmente stampate dietro la carta, accanto allo spazio per la firma del titolare, e viene richiesto in tutte le transazioni di pagamento online come ulteriore codice di controllo per verificare l’autenticità della carta.
Oggigiorno infatti non sono più sufficienti il numero e la scadenza della carta per effettuare pagamenti online ma serve quasi sempre il CVV; è ovvio quindi che se vi carpiscono anche quello possono effettuare acquisti online a piacere addebitandoli sulla vostra carta!!
Questa e-mail è Phishing
Poste Italiane: continua il phishing delle false vincite
Pubblichiamo un altro tentativo di phishing che riguarda una falsa vincita di un Ipod promessa agli utenti dei servizi online delle Poste Italiane.
“Hai vinto un IPod Touch 8GB: clicca sul pulsante “Conferma” e l’IPod arriverà direttamente a casa tua”; così recita l’e-mail truffaldina, segnalataci da una nostra lettrice che ringraziamo per il suo contributo.
Non deve trarre in inganno il riferimento al concorso del sito www.ilrestodelmondo.it che non ha nulla a che vedere con l’e-mail in questione.
Il riferimento al concorso è stato inserito solo per rendere più veritiero il contenuto dell’e-mail e convincere il malcapitato utente Bancoposta che si tratta effettivamente di uno dei tanti premi messi in palio, come appunto quelli del concorso.
Questa e-mail è phishing
L’indirizzo che si nasconde dietro il pulsante [CONFERMA] è il seguente:
http://**www.fireworks.kr**/8f267d719b3fc6da01457fdfe87f7347
ospitato su un server di un provider di San Francisco (IP: 67.215,65.132) la cui scheda WHOIS è la seguente:
OrgName: OpenDNS LLC OrgID: OPEND-2 Address: 199 Fremont St. Address: 12th Floor City: San Francisco StateProv: CA PostalCode: 94105 Country: US RegDate: 2007-10-12 Updated: 2008-05-05 OrgAbuseHandle: GBP7-ARIN OrgAbuseName: Patterson George B OrgAbusePhone: 1-415-344-3139 OrgAbuseEmail: abuse@opendns.com
Fastweb è il nuovo obiettivo del phishing
Dopo le banche è la volta dei provider. Questa volta a cadere nella rete dei phisher è Fastweb ed in particolare il suo servizio di web mail. Circola da oggi tra le caselle di posta italiane un e-mail truffa, la cui natura è facilmente riconoscibile, che cerca di entrare in possesso delle credenziali di autenticazione dei clienti FastwebMail.
Il testo del messaggio inviato apparentemente dal “Fastwebnet Support Desk” presente gravi errori grammaticali e storpiature alla lingua italiana tipiche di software di traduzione automatica, insieme alla presenza di caratteri cirillici, specifici delle lingue slave, che rendono assolutamente poco credibile il testo dell’e-mail.
Il tentativo di phishing si presenta inoltre privo di link al sito clone.
Si tratta di un caso anomalo che rompe il classico schema delle truffe on-line, ma che tuttavia non rappresenta una novità; già in passato si era assistito a casi del genere primo tra tutti quello contro Poste Italiane.
Leggi tutto (Fonte: www.anti-phishing.it)
Phishing: l’Italia Batte la Cina per numero di siti
Stando all’ultimissino Symantec Phishing Report, quello cioè relativo al mese di aprile, l’Italia ha superato la Cina per numero di siti di phishing in lingua locale.
Infatti, sottolineano gli esperti di Symantec, il mese scorso tra i siti di phishing in lingua non inglese, i più frequenti sono stati quelli in francese, seguiti proprio da quelli in italiano e poi in cinese. In particolare, si legge nel report, è stato rilevato un totale di 3.650 siti non inglesi nel mese di aprile, con un aumento del 5% rispetto al mese precedente.
Tra le altre tendenze emerse nel nuovo studio di Symantec, citiamo il fatto che il 25% degli URL di phishing sono stati creati tramite ‘phishing toolkit’, ovvero kit automatici che facilitano la creazione di siti di phishing usati per gli attacchi di tipo fraudolento.
Sono stati poi sfruttati più di 113 servizi di web hosting, che rappresentano il 9% degli attacchi. Nonostante le società di web hosting continuino a migliorare i propri strumenti per limitare gli attacchi, questo tipo di phishing è aumentato del 5% rispetto al mese precedente.
Fonte: computerworld
Phishing: Utenti Ebay sempre ’sotto tiro’
Riportiamo di seguito una ‘variante’ delle tante e-mail di phishing rivolte agli utenti di EBAY.
In questa e-mail si cerca di far credere al destinatario di essere stato coinvolto in una controversia legata ad un ”ammonimento” per mancato pagamento di un paio di scarponcini.
Il riferimento alle ‘Olimpiadi Torino 2009′, i giochi mondiali dell’aria che si terranno a Torino tra il 7 ed il 13 giugno 2009, non sembra rivolto ad un vasto pubblico, ma comunque la tentazione di cliccare per verificare di cosa si tratta è troppo forte e spesso si casca nel tranello.
Nella e-mail viene espressamente scritto di contattare Ebay per ‘rimuovere’ l’ammonimento (‘…se ritieni che l’ammonimento sia ingiusto…’) e si fa presente che, con più di un ammonimento scatta la sospensione dell’account.
Facciamo notare infine che la ditta citata, la tecne srl, esiste veramente ed ha anche un ‘punto vendita’ su Ebay, peccato però che venda hardware e accessori per computer!
Questa e-mail è phishing
Poste: blocco codice dispositivo? Solo un altro phishing
Quella che segue è una e-mail di phishing, molto essenziale nella grafica ma piuttosto efficace sotto l’aspetto psicologico/emotivo .
Il phisher vuol far credere che qualcun’altro ha tentato di accedere al conto dell’utente Bancoposta e, avendo sabagliato a digitare il codice di accesso per più di tre volte (anche non consecutive!), ha fatto scattare il livello massimo di sicurezza che blocca l’accesso al conto.
Di conseguenza chiede di collegarsi ad un indirizzo, che ovviamente è quello falso, tramite il quale potrà essere effettuato lo sblocco dell’account.
Questa e-mail è phishing
L’indirizzo web che si nasconde sotto la dicitura “Accedi ai servizi online!” corrisponde al seguente dominio: fla..com..ua la cui scheda RIPE è la seguente:
209.123.181.143 = [ host-209-123-181-143.maxisunucu.net ]
(Asked whois.nac.net:43 about 209.123.181.143)
NAC-Rwhoisd32 Server Ready - [hydrogen/43] Rwhoisd32 - 1.0.73 15 Minute Servers NET-D17BB500-24 9 Wing Drive Cedar Knolls NJ 07927 US OrgID : NAC-34941 Netname : NET-D17BB500-24 Netblock: 209.123.181.0/24 NetUse : In Production DirectAdmin Block Coordinator: Access Net support@15minuteservers.com Phone: 800-638-6336
In questo caso sembra che si tratti di un server dedicato, acquistato da un rivenditore con sede legale a New York, ma, come si sa, l’acquirente potrebbe essere chiunque, anche il tuo vicino di casa!
Tutto quello che si può fare è segnalare al rivenditore l’utilizzo illegale del servizio.
“Puoi scaricare la fattura su Ebay” Attenzione! è un altro phishing
Tra le tante e-mail di phishing ai danni degli utenti di Ebay, ne mostriamo una che non è così diffusa come le altre e che, proprio per questo, può trarre maggiormente in inganno.
Questa volta entra in gioco la cosiddetta “fattura” mensile che si invita a scaricare direttamente dal sito, che in realtà è un portale fasullo predisposto per ’succhiare’ il vostro account e la vostra password su Ebay.
Ecco come si presenta l’e-mail
Questa e-mail è phishing
UBI Banca: continuano i falsi avvisi di “account sospeso”
Non si arrestano i tentativi di phishing ai danni dei clienti di UBI BANCA.
Il sistema è sempre lo stesso: si invia una e-mail facendo credere che l’accesso del cliente all’home banking è stato bloccato per “proteggere la sua sicurezza” e lo si invita a collegarsi al link che trova all’interno della e-mail per reinserire o confermare i propri dati anagrafici e sbloccare l’accesso.
Ovviamente il link che si trova all’interno dell’e-mail non è quello del vero sito di UBI banca.
Come abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni questo link vi farà connettere ad un sito simile in tutto e per tutto all’originale e tutte le informazioni che digiterete saranno inevitabilmente ‘catturate’ dai phisher che potranno utilizzarle per i loro scopi criminosi.
Ecco il testo della e-mail:
Questa e-mail è phishing
Uno dei modi per controllare cosa si nasconde dietro l’indirizzo visibile è quello di visualizzare il codice Html della e-mail, cercare nel codice il testo che corrisponde alla parte visibile e vedere cosa si trova alla sua sinistra tra le parentesi angolate <>.
Nel nostro esempio troveremo:
<a href=”http://**bbs.8mhh.com/api/hb/UBI/newSSO/UBI/login.do.php**”>
https://www.quiubi.it/hb/login.do?ref=1210891723088</a>
A parte gli asterischi che abbiamo introdotto come al solito per neutralizzare il link incriminato, abbiamo avidenziato in blu la parte visibile ed in rosso il vero indirizzo internet a cui verrete collegati cliccando sul link.
L’istruzione <a href=http://indirizzo-internet-che-non-si-vede.html>TESTO VISIBILE</a> fa parte del ‘linguaggio HTML’ con cui vengono costruite tutte la pagine web e consente di rendere cliccabile il testo visibile associandogli un qualsiasi indirizzo internet.
Su Outlook Express ad esempio potete visualizzare il codice html della e-mail cliccando con il tasto destro del mouse in un qualunque punto della e-mail e selezionando la voce HTML.
Skype segnala episodi di Phishing
Il Blog di Skype segnala l’allarme Phishing anche per la piattaforma Skype. Un amico dell’autore del post di segnalazione su Skype lo ha informato d’aver ricevuto una mail che potrebbe essere di phishing e che, imitando la grafica di Skype, porta a link che non c’entrano niente con Skype.
Il messaggio è quindi di fare attenzione se ricevete mail riguardanti Skype poichè ci potrebbe essere qualcuna che non riguarda il colosso delle comunicazioni voip bensi’ gente con intenzioni truffaldine, quella di estorcervi dati con l’inganno.
Fonte: italiasw.com
Riciclaggio di denaro “sporco” I cybercriminali arruolano su Internet
Le prospettive per il mercato del lavoro nel 2009 sono decisamente sconfortanti. Molte persone sono preoccupate di perdere il loro posto in conseguenza della riduzione forzate delle ore di lavoro, mentre altre hanno già perso il proprio il lavoro alla fine dell’anno passato.
Fin dall’inizio del 2009 i criminali online hanno cercato di capitalizzare questa insicurezza diffusa inviando tramite mail molte offerte di lavoro. Molte di queste mail sono spam inviate dalle organizzazioni criminali con lo scopo di trovare intermediari per transazioni finanziarie. L’offerta riguarda infatti la possibilità di lavorare da casa come contabili o agenti finanziari. Chiunque accetta offerte di questo tipo finisce con il diventare parte della community criminale riciclando di fatto denaro sporco.
I G DATA Security Labs hanno evidenziato come le mail di spam che offrono questo tipo di lavoro sono aumentate in maniera esponenziale nelle ultime settimane. Ralf Benzmüller, esperto di sicurezza di G DATA spiega come funziona il meccanismo.
Assunto come “Agente finanziario” o “Transaction Manager”, l’attività dell’ignaro utente che ha accettato questo tipo di offerte di lavoro consiste essenzialmente nell’accettare dei versamenti di denaro sul proprio conto corrente bancario per poi trasferire una certa somma attraverso servizi di trasferimento denaro a supposti indirizzi business spesso localizzati nell’Est Europa. L’intermediario, a questo punto, può trattenere una parte del denaro, di norma il 35% del totale come commissione per il lavoro svolto.
I trasferimenti di denaro hanno origine perlopiù da aste online fraudolente o da transazioni via internet effettuate dopo un attacco di phishing che ha avuto successo (con il furto di dati personali, quindi, di un ignaro utente). E i criminali utilizzano le persone assunte tramite email solo per riciclare questo denaro illecitamente guadagnato.
Fonte: Repubblica.
Rsa: il phishing va alla guerra
Da Rsa Security arriva l’allarme per un nuovo malware, identificato dal FraudAction Research Lab, che si trasmette tramite spam.
I destinatari vengono invitati via mail a visitare il sito della Cnn per consultare gli ultimi aggiornamenti sul conflitto israelo-palestinese. Si tratta in effetti di un sito fasullo, sul quale si viene invitati a scaricare un plugin, che in realtà installa un Trojan, del tipo “SSL Stealer”, che ruba le informazioni e le credenziali riservate del computer.
In questo momento, secondo Rsa il virus ha colpito soprattutto Stati Uniti e Medio Oriente, ma non se ne esclude una possibile diffusione anche in altre regioni.
Fonte: www.01net.it.
Home banking ed e-commerce a rischio?
Una falla si aggira per il mondo digitale.
L’MD5 è a rischio, il che deve preoccuparci tutti, perché si tratta di uno degli algoritmi di sicurezza usati per la certificazione digitale della posta elettronica, del commercio elettronico e del banking online.
Attraverso il varco – dicono gli esperti del Centrum Wiskunde & Informatica (CWI), del Politecnico olandese di Eindhoven e dell’EPFL di Losanna – si possono condurre attacchi di phishing senza che gli utenti se ne accorgano, con il furto conseguente di informazioni e dati sensibili.
Le pagine a rischio sono proprio quelle considerate più sicure, il cui indirizzo comincia per “https” e che di solito recano un lucchetto chiuso nella parte inferiore dello schermo.
L’allarme però non riguarda tutti i siti di e-commerce e di e-banking. La debolezza riscontrata nell’MD5, infatti, era stata già in parte resa nota nel 2004 da ricercatori cinesi, ma l’algoritmo viene ancora impiegato da alcune società di certificazione digitale.
Secondo l’analista Marc Stevens del Cryptology Group di CWI, “è imperativo che i browser Internet e i siti di certificazione digitale smettano di usare l’MD5 e migrino verso alternative più robuste, come l’SHA-2 e il prossimo SHA-3″.
Fonte: www.tomshw.it
Nuove Misure di Sicurezza Carta SI: l’ennesimo phishing
Quella che segue è l’ennesima mail di phishing ai danni degli utenti Carta SI.
L’indirizzo che si nasconde dietro il link è: http://**docmgr.belgonet.com**/portal/server.pt/
ed è un sito di phishing già segnalato.
La pagina di ingresso è realizzata molto bene, in maniera pericolosamente credibile ed è difficile distinguerla dall’originale.
Questa e-mail è phishing:
Google: tutto ok, Gmail è sicura
Roma – Si è trattato di un falso allarme: il paventato buco nei servizi di posta di Google, quello che consentirebbe pure di accaparrarsi indebitamente i domini altrui, era una bufala.
Altro che falla sempiterna di Gmail, altro che bug che si trascina da mesi – anzi da quasi due anni – nei sistemi di Google: le toppe per quei buchi sono state applicate immantinente e funzionano. Se poi però gli utenti cliccano sulle email sbagliate e cascano in vecchi trucchetti, allora BigG i miracoli proprio non può farli.
Secondo quanto comunicato da Chris Evans sul blog ufficiale dell’azienda, le indagini condotte internamente da Google hanno rivelato una realtà ben diversa da quella dipinta dagli hacker: non c’è alcun buco nero nell’interfaccia di Gmail, niente che risalga al settembre 2007 e che ancora oggi mieta vittime. Semplicemente, e gli accertamenti condotti assieme alle vittime lo confermerebbero, i malcapitati di turno sarebbero rimasti preda del consueto giochetto del phishing: un dominio somigliante il più possibile all’originale, qualche email contraffatta e si finisce per rivelare user ID e password al malvivente in agguato.
In particolare, in questo caso ci sarebbe di mezzo un dominio del tipo “google-host.com”, utilizzato unicamente per carpire le credenziali della vittima: “Questi siti fake non hanno alcun tipo di relazione con Google – precisa Evans – e quelli che abbiamo individuato ora sono offline”. Una volta che l’attaccante abbia ottenuto la password, non deve fare altro che introdursi nell’account e impostare un filtro che inoltri ad un suo indirizzo tutte le email di un certo tipo: come quelle in arrivo da un registrar, GoDaddy in questo caso, in modo da poter ottenere accesso anche a quel dominio tramite una semplice procedura di recupero della password dimenticata.
Fonte: punto-informatico.it (leggi tutto l’articolo).
Gentile Signor Bancoposta…
Un phishing davvero curioso dove il destinatario è il “Signor Bancoposta”.
Che fantasia! direte voi e soprattutto che modo stupido e ingenuo di introdurre una e-mail di phishing; ma analizziamo meglio il contenuto.
Questo tipo di phishing utilizza la tecnica del messaggio a contenuto variabile.
L’e-mail presenta una parte di testo variabile (nell’esempio la data e l’ora della presunta operazione di ricarica) ed una parte invece sempre uguale; normalmente il giorno e l’ora che compaiono nell’ e-mail sono molto vicini al momento in cui viene ricevuta l’e-mail stessa.
Questa e-mail può far presa soprattutto su chi ha effettivamente effettuato l’operazione in un intervallo di tempo prossimo a quello indicato nel testo e quindi può avere un alto grado di successo (per i phisher) in termini percentuali.
In altre parole non si tratta di un phishing di tipo generico, come quelli che annunciano vincite o pericoli per la sicurezza , ma di un tentativo molto subdolo mirato a colpire coloro che hanno realmente effettuato da poco un’operazione sul proprio conto online, inducendoli a preoccuparsi per l’esito dell’operazione effettuata.
Questa e-mail è phishing
Il phishing colpisce anche gli utenti di Google AdWords
AdWords è il famoso sistema di pubblcità su internet ideato e gestito da Google.
Chi desidera promuovere la propria attività tramite questo sistema deve iscriversi al programma AdWords, diventando così un ‘inserzionista‘ Google.
Gli spot creati dagli inserzionisti vengono visualizzati nelle prime posizioni oppure sul lato destro della pagina che usiamo per la ricerca su Google.
Inoltre questi spot possono comparire anche all’interno di altri siti, i cosiddetti ‘siti publisher‘ che ospitano questo tipo di pubblicità e per la quale ricevono una percentuale su quello che Google percepisce dagli inserzionisti.
La caratteristica vincente di questo sistema innovativo è quella di visualizzare gli annunci pubblicitari pertinenti alla ricerca che l’utente sta facendo o al sito che sta visitando in quel momento.
Questo aumenta le probabilità che un visitatore clicchi sul sito proposto dallo spot.
Infatti, se sto cercando “ricambi auto”, e sulla pagina dei risultati della mia ricerca compaiono pubblicità relative alle auto, o meglio ancora, attinenti ai ricambi per auto, difficilmente mi possono creare fastidio ed anzi, è molto probabile, visto che sono interessato all’argomento, che io faccia click su uno dei collegamenti che mi vengono proposti.
Ecco spiegato in poche parole il motivo di tanto successo di questo tipo di propaganda mirata che, ovviamente, crea un giro di affari non indifferente.
Come detto, gli inserzionisti pagano Google per i loro spot e, dove su internet girano “soldi veri“, ecco che spuntano immancabili i soliti phisher, soprattutto se i soldi sono tanti come in questo caso.
I pagamenti a Google possono avvenire in vari modi, tra cui ad esempio, appoggiandosi alla propria carta di credito, analogamente a quanto avviene per Paypal.
Ecco quindi spiegato il motivo di tanto interesse da parte dei phisher che sperano in questo modo di entrare nel pannello di controllo AdWords che ciascun inserizionista utilizza per gestire e controllare i propri annunci e i pagamenti a Google e sotrarre così informazioni preziose sui conti bancari e sulla carta di credito.
Inutile dire che tutte le comunicazioni di Google ai suoi inserzionisti NON avvengono tramite e-mail ma direttamente dal pannello di controllo e quindi, come al solito, occhi aperti e ‘passate parola’.
Ecco il testo dell’e-mail
Questa e-mail è phishing
Da: Google AdWords [reactivation@google.com]
Inviato: mercoledì 5 novembre 2008 16.26
Oggetto: Submit your payment information.
—————————————————————
Dear Advertiser,
Our attempt to charge your credit card for your
outstanding Google AdWords account balance was declined.
Your account is still open. However, your ads have been suspended. Once
we are able to charge your card and receive payment for your account
balance, we will re-activate your ads.
Please update your billing information, even if you plan to use the
same credit card. This will trigger our billing system to try charging
your card again. You do not need to contact us to reactivate your
account.
To update your primary payment information, please follow these steps:
1. Log in to your account at http://adwords.google.com/select.
2. Enter your primary payment information.
3. Click ‘Update’ when you have finished.
Thank you for advertising with Google AdWords. We look forward to
providing you with the most effective advertising available.
——————————————————————————
This message was sent from a notification-only email address that does
not accept incoming email. Please do not reply to this message. If you
have any questions, please visit the Google AdWords Help Centre
————————————————————————————
Attenzione alle offerte di ’sicurezza’ per Banche, Poste e Paypal
Sembra proprio una beffa: i phisher che ti scrivono “STOP ALLE FRODI SU INTERNET’.
Ma nel cyberspazio succede anche questo e purtroppo non è realtà virtuale.
Come abbiamo già avuto modo di vedere, sono proprio i phisher che incitano alla sicurezza e mettono in guardia gli utenti lanciando l’allarme sulle frodi on line, dilungandosi spesso in spiegazioni dettagliate e convincenti.
Ma perchè lo fanno?
E’ semplice: per attivare la sicurezza per il conto online di una banca, o su un qualunque portale ad accesso riservato, chiedono all’utente di collegarsi ad un indirizzo internet (FAI CLICK QUI PER ATTIVARE GRATIS LA PROTEZIONE).
Ovviamente si tratta di un indirizzo fasullo, dove vi verranno richiesti i vostri dati di accesso (utente e password) alla banca o al portale riservato ed a quel punto è tardi.
Ecco il testo di una e-mail che parla di sicurezza per Paypal:
Questa e-mail è phishing:
Da: PayPal, Inc [account@pp.com]
Oggetto: La Sicurezza Del Tuo Conto.
Priorità: Alta
Stop alle frodi su Internet!
> Perché, allora, attivare una protezione contro le frodi on-line?
Perché il nostro numero di Carta può essere trafugato nel mondo reale (ad esempio, da ricevute di pagamento gettate via in modo incauto) e usato per pagamenti su Internet a nostra insaputa!
Tutti, quindi, siamo potenziali vittime delle frodi on-line: sia che usiamo la nostra Carta per acquisti su Internet, sia che non lo facciamo.
E’ vero che PayPal tutela sempre i suoi Titolari: in caso di addebiti non riconosciuti si può infatti contestare e ricevere il rimborso.
> Ma perché rischiare di ricevere addebiti indesiderati quando è possibile prevenirli?
Lo puoi fare subito dal sito PayPal:
una garanzia di sicurezza per te, uno stop alle truffe on-line!
|
Dietro la scritta in blu si nasconde l’indirizzo: http://***ns1.druti.net***/manual/faq/index.htm
già segnalato come ‘SITO di PHISHING’.
Conto PayPal limitato o sospeso? Niente paura: è solo un’altro phishing
Se avete un conto aperto con PayPal, il sistema internazionale di pagamenti online sul web, e ricevete una e-mail come quella che vedete qui sotto, non preoccupatevi: il vostro conto non è limitato o sospeso ma è solo l’ennesimo tentativo di phishing.
I truffatori cercano in questo modo di carpire le credenziali di accesso al conto PayPal per utilizzarlo negli acquisti online oppure per effettuare riscatti in denaro attraverso trasferimenti sui loro conti correnti bancari.
Non deve trarre in inganno la grafica accurata e la proprietà di linguaggio con cui è stata scritta questa e-mail, ormai, come già detto in altri articoli, i “phisher” si stanno specializzando sempre di più per realizzare messaggi dall’aspetto accattivante e corretti da un punto di vista grammaticale e sintattico.
Quindi sempre all’erta e ‘passate parola’…..
Questa e-mail è Phishing
Oggetto: Attenzione! Il tuo conto Paypal è stato limitato.gif
Attivazione della tessera “QUI UBI”: un’altro phishing
Circola una e-mail che vi invita i Clienti UBI Banca a collegarsi per attivare la tessera contenente i “codici dispositivi”.
Tali codici esistono effettivamente e sono consegnati ai clienti che intendono usufruire dei servizi di home banking ma, attenzione, per utilizzare tali codici non c’è nessuna attivazione online da fare!!
I codici dispositivi vanno utilizzati assieme al PIN personale e sono già attivi al momento in cui la banca ve li consegna oppure ve li spedisce a casa.
Quindi ogni e-mail che vi chiede di fare ulteriori operazioni aventi ad oggetto tali codici è una truffa!
Una curiosità nell’esempio che vi mostriamo: posizionando il mouse sul link compare il ‘tip’ con il vero link; ebbene, in questo caso non si sono neppure sforzati di camuffarlo perchè, come potete vedere, l’indirizzo inizia con “www.sexyartgallery.…”
Ecco il testo dell’e-mail:
Questa e-mail è phishing
Tentativi di phishing sfruttando il canone Rai
Attenzione alle e-mail che come mittente hanno l’indirizzo “amministrazione.abbonamenti rai.it“, come oggetto “Telefortuna 2008 – rimborso canone 2008″, e portano la firma del Capoprogetto abbonamenti Rai: si tratta di spam contraffatti mirati a carpire i dati personali degli utenti.
L’allarme è stato lanciato dalla polizia postale di Pescara dopo un’attività di indagine nei confronti di diversi spam contraffatti, messi in circolazione da ignoti malintenzionati.
L’e-mail in questione comunica al destinatario di essere stato estratto a sorte dal sistema della Rai e di aver diritto al rimborso del canone Rai 2008 per l’importo di 106 euro. Nel corpo del messaggio viene proposto un link cliccando sul quale si apre una seconda schermata, del tutto simile a quella ufficiale della Rai, mediante la quale si viene invitati a fornire i propri dati personali e del proprio conto corrente bancario. Si tratta di phishing, una tecnica finalizzata a carpire informazioni personali e bancarie, ingannando il destinatario che nell’occasione crede di comunicare con la Rai.
L’ufficio Internal auditing affari della RAI ha disconosciuto la mail, declinando da parte dell’azienda ogni possibile coinvolgimento, e sporgendo querela presso l’ufficio di polizia della Rai.
Fonte: ilmessaggero.it
Allarme Clickjacking sul web
È stata recentemente messa in evidenza una nuova allarmante tecnica di exploit, in grado di coinvolgere tutti i principali browser in circolazione e di portare agli internauti notevoli disagi, molti dei quali si possono a tutt’oggi solamente immaginare. In parole povere, la tecnica del ‘Clickjacking‘ permetterebbe ad un utente malintenzionato di prendere il controllo dei link presenti all’interno di una pagina Web e di reindirizzare i ‘click’ effettuati dai navigatori verso contenuti arbitrari. Al momento, l’unica difesa efficace consiste nell’utilizzare Firefox abbinato al plugin NoScript.
La problematica è venuta alla luce tramite i ricercatori americani Robert Hansen e Jeremiah Grossman, i quali hanno così illustrato tale vulnerabilità: : «pensate ai pulsanti di un sito Web, i bonifici delle banche, i pulsanti di Digg, i banner pubblicitari, le queue di Netflix, eccetera.
E-mail dal Reparto Sicurezza di PosteItaliane? Attenzione, è l’ennesimo tentativo di phishing
Prima ti fregano in tutti i modi possibili e poi, dopo averti spaventato ben bene, ti offrono “maggiore sicurezza”.
Quella che vediamo è un’altra e-mail di phishing che prende di mira, tanto per cambiare, gli utenti delle Poste Italiane.
Questa volta si sono inventati un non meglio precisato “Reparto Sicurezza delle Poste” che ti avvisa con la massima urgenza che bisogna collegarsi all’indirizzo riportato nell’e-mail per “accrescere” il livello di sicurezza.
E’ inutile dire che è uno dei tanti phishing che, per così dire, si “autoalimentano” con la stessa paura che generano nelle persone e che quindi bisogna sempre stare attenti!
Ricordiamoci sempre che Internet è un pò come il mondo reale; fin da piccoli ci hanno sempre insegnato di “non accettare caramelle dagli sconosciuti” e così bisogna fare con chi scrive e-mail senza che si possa essere sicuri della sua identità.
Ecco il testo dell’e-mail:
Oggetto:La preghiamo di esaminare con la masima seriet e immediatamente questo messaggio.
Questa e-mail è phishing
Non si arresta il phishing targato eBay
Sono sempre più numerose e fantasiose le e-mail che mirano a catturare i dati degli utenti di eBay.
La minaccia questa volta arriva dall’America, niente meno che dalla ‘grande mela’ ed anche stavolta l’indirizzo che vedete nel testo dell’e-mail non è quello reale.
Un consiglio per vedere qual’è il vero indirizzo di un link: posizionate il mouse sull’indirizzo ed attendete qualche secondo oppure aprite l’html (di solito si fa con il taso destro sul corpo dell’e-mail), cercate il testo che leggete a video e controllate sulla sinistra cosa contiene il tag href=”".
Oggetto: Domanda dell’oggetto eBay Transaction Approved.jpg
Scheda tecnica:
L’indirizzo internet reale che si nasconde dietro il testo ‘APPLE IPHONE 8GB …..’ è il seguente:
http://**ebsyiqiipil.bravehost.com**/eByISAPI.dll&trksidm37
che corrisponde all’indirizzo IP: 69.90.110.250
(Asked whois.arin.net:43 about +69.90.110.250)
OrgName: Peer 1 Network Inc.
Address: 75 Broad Street
Address: 2nd Floor
City: New York
StateProv: NY
PostalCode: 10004
Country: US
NetRange: 69.90.0.0 – 69.90.255.255
CIDR: 69.90.0.0/16
NetName: PEER1-BLK-08
Comment: For abuse issues please e-mail abuse@peer1.net.
Phishing: non tutte le connessioni che iniziano per “https” sono sicure
Tra i consigli che aiutano ad identificare le e-mail di phishing spesso si dice di controllare che i link si riferiscano a connessioni sicure (SSL) ma non è sempre chiaro come possiamo esserne sicuri al 100%.
Una connessione protetta si riconosce prima di tutto dalla presenza della sequenza di caratteri “https://” alla sinistra dell’indirizzo internet ma questo non offre alcuna garanzia.
Infatti un indirizzo che apparentemente inizia per https:// può nascondere un indirizzo non protetto; abbiamo già visto molti casi in cui l’indirizzo visibile non è quello a cui in realtà ci si collega.
Quindi, se ormai avete cliccato, controllate anche l’indirizzo riportato in alto nel vostro browser: se questo non inizia per https:// allora sicuramente siete finiti in una connessione non protetta.
Ma anche questo non basta.
Una connessione di tipo protetto è caratterizzata in linea di massima da due aspetti:
1) I dati che viaggiano tra il browser ed il server sono criptati
2) L’identità del server viene garantita tramite un certificato rilasciato dalla cosiddetta Autorità di Certificazione (CA).
E’ bene sapere però che chiunque può allestire un web server per connessioni SSL e costruirsi ‘in casa’ il cerificato senza ricorrere ad una CA esterna.
In questo caso il browser visualizzerà al momento della connessione un cosiddetto “Avviso di protezione” con alcune avvertenze.
Ad esempio con Internet Explorer avremo un messaggio del tipo:
Nella frase identificata dal punto esclamativo giallo si dice in sostanza che il sito ha sì una connessione SSL ma la CA non può essere elencata tra quelle i cui certificati vengono installati per default con IE.
Quindi la scelta se considerare o meno il sito attendibile è lasciata al navigatore!.
Rispondendo SI la connessione ‘SSL’ può avvenire tranquillamente ma nulla ci dice che il sito è effettivamente sicuro.
Riassumendo: attenzione all’indirizzo nel browser ma anche ad eventuali avvisi o messaggi di protezione al momento della connessione.
Ecco un esempio di phishing che tenta di ingannare l’utente lasciandogli intendere che si tratta di una connessione sicura.
Questa e-mail è phishing
Attenzione agli “avvisi di modifica offerta Ebay”
Ebay è una realtà dei nostri giorni e la comunità dei suoi utenti cresce giorno per giorno.
E su Ebay si fanno affari, circolano “soldi”, anche se in formato elettronico (carte di credito, paypal) ed ecco che il phishing si concentra anche li.
Quella che segue è una delle tante e-mail che “sparando nel mucchio” come al solito cerca di catturare le credenziali di accesso di qualche utente del colosso delle aste online.
Tutti i link conducono all’indirizzo fasullo: **www.xmail.net**/nasakala/aas.html che è già stato inserito nelle black list, ma che comunque segnaliamo a beneficio di coloro che non hanno un sistema antiphishing installato.
Questa e-mail è phishing
Una e-mail con phishing targata Banca Nazionale del Lavoro che sembra vera
I phisher stanno perfezionando il modo di scrivere le e-mail.
Forse hanno seguito un corso di italiano ad alto livello oppure sono italiani con un certo livello di istruzione, oppure ancora sono clienti della banca ed hanno ‘riciclato’ qualche informativa arrivatagli per posta, ma in ogni caso l’e-mail che presentiamo parla da sola.
L’e-mail che presentiamo, simile ad altre già pubblicate in questo spazio, è scritta in un italiano perfetto, con proprietà di linguaggio e contiene anche un preciso riferimento ad una delibera della Banca d’Italia.
Non deve trarre in inganno neppure il fatto che uno degli indirizzi internet riportato nell’e-mail (alla terzultima riga) inizia per ‘https://’, cosa che apparentemente farebbe pensare ad una connessione sicura SSL.
Si ricorda che ‘connessione sicura’ significa solo che i dati non possono essere intercettati dagli hackers perchè sono criptati ma ciò non significa che il sito a cui ci si collega sia affidabile!
Quindi attenti anche alle e-mail che non presentano evidenti errori di grammatica o grossolane storpiature della lingua italiana.
E’ estate e le Poste ti regalano una vacanza? Sarebbe bello ma è l’ennesima truffa
Tra le tante e-mail di phishing che arrivano a fiumi nelle nostre caselle e-mail ne segnaliamo una, che prende di mira, tanto per cambiare, i clienti delle Poste italiane ma che supera le altre per fantasia.
E’ una e-mail che, tra i tanti errori di grammatica e sintassi (veriffica, stai in fresco ecc…), chiede al cliente banco-posta di collegarsi ad un sito per verificare se il codice evidenziato è quello che consente di vincere da 500 a 2000 euro da utilizzare per le vacanze.
Un tentativo di phishing ‘estivo’ e fantasioso ma pur sempre un phishing.
Quindi OKKIO!
Ecco il testo della e-mail:
Questa e-mail è phishing
Il phishing colpisce anche la Banca Popolare di Vicenza
Dopo Poste italiane, Ubi Banca, Unicredit, Banca Intesa, Banca di Roma e CartaSì, è la volta della Banca popolare di Vicenza, entrata nel mirino degli autori di truffe in rete. Circola infatti una mail, che avvisa il destinatario che ha “1 nuovo messaggio di avviso”. L’email si rivolge al destinatario con un italiano un po’ stentato: “Si prega di accesso al tuo Banca Popolare di Vicenza conto e visitare la sezione Message Center al fine di leggere il messaggio”.
E’ probabile che si tratti di un gruppo di hacker rumeni, specializzati in clonazioni di carte di credito e truffe online. L’email invita a cliccare sull’indirizzo http://72.237.219.229/vic.html per poter “effettuare il login”. Attenzione: all’indirizzo indicato non corrsiponde il sito ufficiale dell’istituto vicentino popolarevicenza.it, ma un sito contraffatto, realizzato per indurre gli utenti a rivelare i codici di accesso al proprio servizio di home banking.
L’inserimento delle informazione richieste metterebbe quindi gli autori dell’email, nelle condizioni di svuotare rapidamente il conto corrente dell’ignoto destinatario, con un semplice colpo di mouse. Per questo, la Banca popolare di Vicenza ha messo a disposizione dei propri correntisti il numero verde 800 400 700, dove poter trovare assistenza e risolvere dubbi sulle email sospette.
Fonte: La Voce d’Italia (Milano)
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